Campionato allevamento sas 2012

Campionato di Allevamento SAS. Bagnolo in Piano, 14-15-16 settembre 2012

Campionato Allevamento SAS 2012

Impressioni.

12 ottobre 2012. Seconda puntata delle Impressioni sul 56° Campionato di Allevamento SAS.( La prima la trovate qui) . Le immagini che troverete in quest'articolo sono, per scelta, solo quelle scattate a questa manifestazione, per questo motivo talvolta mancano alcuni cani o alcune fotografie sono un po' sfocate.
Nota del 17 ottobre. Ho dato precendenza alla Siegerschau cinese rispetto alla pubblicazione di questa II Puntata; nel frattempo mi è arrivato l'articolo di Oronzo Giangreco a commento delle adulte femmine. Io e Oronzo abbiamo scritto senza confrontarci ma, nei nostri due articoli, ci sono davvero molti punti in comune, tanto che ero quasi tentata di cancellare alcuni passaggi da questo scritto. Poi ho deciso di lasciarli entrambi così com'erano, confortata anche dall'accenno alla matematica del Giangreco (scoprirete cosa intendo leggendo il suo articolo che pubblicheremo nei prossimi giorni).

Il campionato internazionale e il famigerato “rispetto dei risultati”.

Campionato internazionale, quello di Bagnolo, con concorrenti provenienti da paesi diversi e con soggetti che arrivano in Italia con un ricco palmares conquistato alla recente Siegerschau. Una nota sicuramente positiva. Più aumenta la concorrenza e più ci sono soggetti provenienti da altre nazioni, più cresce il prestigio della manifestazione stessa e fioriscono le occasioni di confronto per gli allevatori e di verifica della validità dei propri soggetti. Però ci deve essere, appunto, un confronto, basato sull'effettivo valore in campo dei cani e non sui risultati ottenuti. Altrimenti, invece dei cani, tanto varrebbe portare i libretti delle qualifiche e assegnare i piazzamenti a tavolino.
Luciano Musolino
Come la pensiamo noi di Da Hecktor a Rex sul famigerato “rispetto dei risultati” crediamo di averlo ampiamente scritto in più di un'occasione.
Purtroppo, almeno secondo il mio punto di vista, anche questo Campionato è stato falsato dal “rispetto dei risultati”. Nè poteva essere altrimenti, visto che le direttive del responsabile di settore sono sempre state, su questo punto, molto chiare e messe in pratica, nella sua veste di giudice, dallo stesso Musolino. Personalmente io credo che un giudice, soprattutto un giudice di grande esperienza allevatoriale e competenza tecnica, possa e debba avere il coraggio di valutare i cani per quello che sono, a prescindere dal loro “curriculum” (o dai vincoli di amicizia/stima/gratitudine/rapporti economici che potrebbero legarlo a questo o quell'espositore). A un Campionato, soprattutto nelle classi lavoro, non si dovrebbe prescindere anche dall' analisi del nostro allevamento, con i suoi peculiari problemi e esigenze.
Certo, io stessa, vedendo i cani presentati agli attacchi, ho commentato: "non vorrei essere nei panni di Luciano", perché la presenza di così tanti eccellenti di punta alla Siegerschau (in una classe con numeri di partecipanti non certo altissimi) avrebbe richiesto coraggio e onestà intellettuale.
La soluzione scelta mi è parsa la più facile, anche se non ne ho a pieno compreso tutti i criteri (o forse sì, considerando criteri le cui logiche esulino da ragionamenti zootecnici). Per me, ancor più dal Raduno di Brindisi 2011, l'operato del Musolino giudice, sulla cui competenza, in tutta franchezza, confidavo molto, è stato piuttosto deludente, proprio perché mi sarei aspettata scelte magari meno popolari o "rispettose" ( "rispetto" per gli amici, per i potenti stranieri, per i potenti italiani, per quelli a cui non si può dire di no, per quelli che hanno fatto risultati). Che lui stesso riconosca, durante la riunione tecnica, parlando di alcuni soggetti da lui premiati lo scorso anno, di "essere stato fortunato", la dice lunga sulla sua reale convinzione delle scelte operate al Campionato 2011. Però anche quest'anno nella classe lavoro maschi ci regala 12 Auslese 12 .
Chissà se qualcuno ricorda la sua relazione sulla rivista SAS a commento del Campionato 2001, anno in cui vi furono solo 5 cani titolati e Musolino scrisse: "potevamo concedere più titoli ma noi queste cose non le facciamo". Tra l'altro quell'anno Math della Loggia dei Mercanti (10 Auslese SAS 1999) e Michaland's Simon (V8 alla Siegerschau 1999) fecero rispettivamente l'ottavo e il nono eccellente, con buona pace del "rispetto dei risultati". E' vero che cambiare idea è segno di intelligenza, tuttavia il sospetto che le idee si cambino a seconda dei proprietari o delle convenienze politiche, resta. Anche perchè, volendo rispettare quanto fatto da Rudiger Mai a Ulm, allora non si spiegano i piazzamenti di Zerxis e di Pares Blue Iris.
Il mio amico Oronzo nell'articolo pubblicato su questo sito scrive che la classe è stata “ben giudicata”. “V2 alla Siegerschau, Auslese in Italia...nulla questio”...quasi pensasse: “cos'altro avrebbe potuto fare Luciano,?”
Luciano ESC
Secondo me, avrebbe potuto, ad esempio, giudicare secondo scienza e non con il bilancino della convenienza. E si badi che ho scritto scienza e non coscienza...tradotto: senza scomodare questioni etiche poteva semplicemente giudicare sulla base della sua competenza in materia che, in tutta franchezza, credo debba avergli reso pesante assegnare il titolo ad alcuni soggetti o l'eccellente di punta ad altri. Chissà se, alla prossima riunione giudici, confesserà candidamente che “di Auslese veri ce n'erano pochissimi” come già ha dichiarato lo scorso anno.
Ovvio che, se il presidente-responsabile rispetta i tedeschi e i potenti, non ci si possono aspettare rivoluzioni copernicane dagli altri giudici. Così la Siegerschau e la convenienza finiscono per condizionare pesantemente un po' tutte le classi.
Per paradosso proprio nella classe giovanissime dove c'era Margit van Dorssen, giudice a Ulm, soggetti italiani non presentati alla Siegerschau hanno conquistato posizioni di rilievo, battendo cani presentati e con buoni risultati. Verrebbe da dire, se gli stessi giudici tedeschi non si "autorispettano" perchè dovrebbero farlo i giudici italiani?

Viva l'allevamento italiano.

Sempre più in alto. No, non è una vecchia pubblicità di Mike Bongiorno per una nota marca di grappa. Si tratta dell'allevamento italiano. Giustamente fiero, il Presidente ne parla in più riprese. Durante i gruppi di riproduzione, quando sottolinea come gli allevatori italiani siano riusciti, con alcuni stalloni, a raggiungere risultati molto più validi di quelli ottenuti, con gli stessi cani, dagli allevatori tedeschi (a cominciare da Hannibal Stieglerhof) e nella riunione tecnica, dove evidenzia “l'estro, la capacità e lo “stile fashion” (giuro, ha detto proprio così)” degli allevatori italiani. Durante la riunione tecnica, poi,ha evidenziato sia i risultati ottenuti alla Siegerschau di Ulm 2012, sia il fatto, ancor più rilevate, che le linee portanti dell'allevamento mondiale provengano da cani italiani (Max, Pakros, Dux, Furbo).
Non si è tenuta , la domenica, probabilmente per motivi di tempo, la prevista sfilata dei soggetti presentati alla Siegerschau, annunciata durante la riunione tecnica, ma poco importa. Di fatto il nostro allevamento dimostra di essere in ottima salute.
Francamente ho una mia personale opinione a riguardo. Trovo che l'attuale allevamento del pastore tedesco (mondiale, non italiano) stia in una fase di declino, con soggetti che si allontano sempre più dallo standard di razza (a cominciare, in primo luogo, dal carattere, ma anche per quanto riguarda la morfologia la situazione non è rosea. Basti confrontare una delle tavole anatomiche utilizzate nei corsi zootecnici con i cani attuali -e parlo dei cani blasonati-)
Quindi non me la sento di gioire troppo dei “risultati” fatti dall'orbo in un mondo di ciechi. E questo senza voler considerare le recenti polemiche e le stesse dichiarazioni del Presidente SV Wolfang Henke nella riunione tecnica di Ulm che danno un certo credito alla tesi di una mancanza di "trasparenza" (per non dire delle combine) che caratterizza le classifiche della maggiore competizione, a livello mondiale, del cane da pastore tedesco.
Mi sento, invece, di sottolineare l'ottimo lavoro fatto da alcuni allevatori, non necessariamente i più blasonati, e condivido in pieno l'affermazione fatta da Musolino su estro e capacità degli italiani. Io non userei la parola “fashion” perchè quello che amo degli allevatori italiani è proprio la capacità di non piegarsi alle mode del momento e, al massimo, quelle “mode” utilizzarle con consapevolezza su linee di sangue consolidate, traendone il massimo. Sono questi allevatori che sanno costruire per linee femminili a rendere possibile i veri risultati che sono quelli (i veri risultati) che si vedono alla distanza e/o che si impongono a dispetto delle mode e della politica. Sono anche convinta che questi allevatori abbiano un sentire comune e parlino una stessa lingua che è poi quella dello standard di razza. Sempre che riescano a sopravvivere (o a non scendere a troppi compromessi), in un mondo dove imperano commercio e politica.

Viva le femmine.

Le due classi delle femmine, giovani e adulte, hanno disegnato un quadro positivo del nostro allevamento, con cagne di rilievo anche nelle posizioni più arretrate a dimostrazione della valida qualità media.La punta di entrambe le classi avrebbe potuto essere davvero bella ma è stata un po' inficiata dal “rispetto dei risultati”. A dire il vero, il buon Bricchi un po' ci ha provato, ad inserire qualche cagna italiana davanti a quelle di Siegerschau.
Partenza Giovani femmine
Ha "subito" (almeno lo spero, ma mi è parso che, alla partenza, questa cagna non fosse nemmeno nelle prime 15) la SG12 Aschi vom Haus Hutfeld mettendola quarta e non terza (beh...non proprio coraggiosissimo),
Aschi Haus Hutfeld
ha recuperato solo in movimento la SG16 Zavist Bogov Setti (che ha poi terminato la gara al quinto posto ma era partita dodicesima) e lasciato undicesima la SG21 Fenjie du Clos de Patmisand giustificando il piazzamento con il fatto che la cagna ha lastra "noch zugelassen" (lo aveva già preannunciato -decisione che io personalmente condivido- che, in caso di cagne di pari qualità morfologica, a un campionato di allevamento avrebbero deciso la classifica i gradi di esenzione e il fatto che le cagne avessero brevetto e selezione). La classe era bella e con soggetti di rilievo. Terka della Genia Osca e Zuppa Mascar su tutte,
Terka della Genia Osca
Zuppa Mascar
a mio avviso eccessivamente sacrificate dal "rispetto dei risultati". Complimenti agli allevatori e al giovane Michele Falcone che ha preparato Terka al meglio per questo appuntamento. Belle, nella classe, anche altri soggetti italiani e figlie di cani italiani, come Eveline di Casa Vizzato e, se pur non in condizioni ottimali, Orgia del Murnighello e Extra dei Colli Storici, due cagne che Bricchi aveva avuto modo di vedere e apprezzare nei vari raduni. Dall'undicesimo al ventesimo posto in poi un lotto di cagne di allevamento italiano valide, alcune forse un po' troppo penalizzate e che, sicuramente, non mi sono parse inferiori alla già citata Anschi Hutenfeld (forse una giustificazione poteva venire dal fatto che questo soggetto discende da un padre con ottime doti caratteriali). Un nota per Finke di Casa Giovannini che non avrebbe sfigurato nelle prime quindici, mentre la figlia di Furbo Helga del Re di Denari,
Helga del Re di Denari
si prende una giusta rivincita rispetto ai piazzamenti ottenuti nei raduni, dove era stata talvolta eccessivamente penalizzata (posizione finale corretta, partenza nelle prime dieci forse anche un filo eccessiva).
Monica degli Achei, terza della classe, un soggetto che mi era piaciuto molto al raduno di Villa Castelli a inizio stagione, a questo campionato mi ha convinto un po' meno, anche se si tratta sicuramente di un cagna valida, da prime classificate senza dubbio.
Monica degli Achei
Lola Hannes e Diva di Casa Rosy, Siegerin e Vicersiegerin della classe, sono entrambe soggetti di rilievo.
Lola von Hanness
A Diva credo di aver fatto la prima fotografia quando ancora era solo la speranza del suo "allevatore", Alfredo Giannetti. Lola molto potente ma anche piuttosto grande e Diva in condizioni di pelo pessime (che ne lasciavano maggiormente intravedere alcuni limiti nella costruzione) non mi sono sembrate migliori di Terka e Zuppa. Ma, nonostante sia un suo allievo diretto, non ci si può certo aspettare da Bricchi il coraggio (qualche maligno direbbe il gusto per il colpo di teatro) del maestro Capetti. Scherzi a parte, come già detto, non credo che i giudici italiani potessero discostarsi troppo dalle “linee guida” tracciate dal responsabile.

Analogo discorso vale anche per Fausto Gazzetta a cui vanno intanto i miei complimenti per la gestione del ring, a cominciare da quello (invero angusto) delle ferme.
Fausto Gazzetta Adulte femmine
Grande disciplina e poche persone fidatissime (moglie e figlia in primis) come assistenti.
Purtroppo un aspetto che, a questo campionato, ha lasciato a desiderare, è stata la troppa confusione all'interno dei ring, affollatissimi tra assistenti accreditati, amici degli amici, fotografi vari e poco controllo nei confronti dei soliti “furbetti del quartierino” , abituati a entrare sul campo di gara per chiamare i cani. E poi...già gli espositori italiani sono di per sè inclini a “farsi dei film”, a inventarsi inesistenti complotti o a subodorare favoritismi...non sarebbe meglio evitare che dirigenti SAS con cani in gara, amici e parenti vari si ritrovino sotto il gazebo, vicino alle liste di partenza o ai giudici ? Va dato quindi merito alla gestione di Gazzetta che, pur con il vantaggio dello stadio, ha evitato ogni genere di “chiacchiere” pre-gara (sfido chiunque a dire di essere stato a conoscenza delle partenze). La classe lavoro femmine era a mio parere molto bella, anche se un po' condizionata dai piazzamenti precedenti. Un lotto di cagne valide anche nelle eccellenti di coda. Io, ad esempio, non avrei disdegnato di portarmi a casa anche alcune delle cagne da V20 a scendere. 43 soggetti presentati (una in più che nella lavoro maschi) con, altra nota di merito, tre sole cagne non di allevamento italiano.
Anche da Fausto Gazzetta mi sarei aspettata un maggiore coraggio nelle scelte e non ho compreso qualche decisione. A me sono piaciute molto, in ordine sparso ;-) : Elly del Seprio (e il mio commento al Campionato 2009 dimostra che ho apprezzato Elly in tempi non sospetti),
Elly del Seprio
Uva del Rione Antico,
Uva del Rione Antico
Julia di Ca' San Marco,
Julia di Ca' San Marco
la francese Deemoy du Val d'Anzin.
Deemoy du Val d'Anzin
Ho compreso il rispetto, viste le qualità della cagna, della vicesiegerin tedesca, Chira del Frutteto, ma non il piazzamento.
Chira del Frutteto
Titolo meritato e confermato ma non mi sembrava un obbligo quello di rispettare anche la posizione ottenuta in Germania, dato il contesto della classe e le condizioni di forma della cagna.
Avrei visto in migliore posizione Ussy dell'Alto Pino,
Ussi dell'Alto Pino
in sostanza un soggetto che, per linea di sangue e pregi anatomici, non ha molto da invidiare a Kalia di Casa Massarelli, Afra del Seprio o Carlotta di Casa Beggiato . In più aveva una buona figlia presentata in giovanissime alla Siegerschau. Onestamente non penso a Ussi come una cagna da Auslese ma occorrerebbe anche intendersi sul termine "Fuoriclasse". Perchè è vero che la media qualitativa e il momento storico dell'allevamento di una nazione concorrono a determinare l'assegnazione dei titoli, ma è anche vero, ancor più nelle femmine, che classe e distinzione dovrebbero essere elementi fondamentali. Ottime cagne che, osservate nell'insieme, manchino di classe e distinzione, dovrebbero essere inserite nelle eccellenti e non nelle Auslese.
Kalia di Casa Massarelli
Afra del Seprio
Carlotta di Casa Beggiato
Un'altra cagna un po' penalizzata è stata Gerry Val Ira,
Gerry Val Ira
per me la migliore delle figlie di Hero viste a questo campionato, presentata in ottima forma, a mio parere almeno da primissime eccellenti. Vicesiegerin della classe giovanissime giudicata da Gazzetta nel 2010, Ira probabilmente, ha pagato il fatto di non aver preso parte ad alcuna gara avesse partecipato ad almeno un raduno durante la stagione agonistica, avrebbe potuto ottenere un piazzamento migliore.
V1 annunciata Elys di Camporeale
Elys di Camporeale
che è arrivata a questo campionato, dopo una stagione ottima, non in ideali condizioni di pelo. Anche in questo caso si trattava di un soggetto ben conosciuto dal giudice e con un valido figlio in classe giovani (figlio che, vista la classe, poteva meritare anche un migliore piazzamento).
Ho trovato migliorata Viky del Crinale dei Piceni che ha fatto un'ottima presentazione da fermo e una buona gara, conquistando un eccellente di punta. Stonava un po' la terza eccellente, Quenny Rochele Ranch, una figlia di Zamp Thermodos, probabilmente premiata più che per convinzione, visto anche il piazzamento fatto al raduno di Perugia con Gazzetta, per il V25 della Siegerschau. Ho poco compreso la partenza di Carina di Casa Beggiato che è stata chiamata davanti a Elys di Camporeale, in nona posizione, per poi finire nona eccellente, con gli ultimi tre posti persi a pochi giri dalla conclusione della gara (ops...a scanso di equivoci, credo che sia stato più corretto l'arrivo che non la partenza).
Bene anche la figlia di Roy, Quendy dei Verdi Colli,
Quendy dei Verdi Colli
nonostante le non ideali condizioni di pelo. Ottima gara e piazzamento più che meritato. Tra le figlie di Furbo, dopo l'errore sugli attacchi della probabile Auslese Miss America de los Madriles (davvero un peccato, anche in virtù degli oltre 3000 km fatti dai proprietari), Gazzetta premia la sua Siegerin giovanissime del 2010, Kalia di Casa Massarelli,perdonandole le non perfette condizioni fisiche. La sorella Kiwi fa la ventesima eccellente con buona pace della sottoscritta che continua a preferirla alla sorella ;-). A parte gli scherzi, le condizioni di Kiwi (soprattutto la linea dorsale che, dopo la cucciolata e con nessun allenamento, ha ceduto molto) non le avrebbero consentito un piazzamento diverso. Non fosse stato per il gruppo d' allevamento, credo che Andrea Massarelli non l'avrebbe nemmeno presentata.
Nelle eccellenti di punta, tra le figlie di Furbo, una Frida del Ceresio
Frida del Ceresio
in perfette condizioni di pelo ma un po' in sovrappeso che conquista comunque un'ottimo V2. Da rimarcare anche una valida riproduzione (soprattutto Cliò del Ceresio che, sebbene un po' grande, avrebbe meritato davvero di più di una chiamata al primo posto nel secondo gruppo di merito); Bine di Villa Andrei che, vista in classe adulte convince un po' meno rispetto a quando gareggiava in classi minori, ma che presenta un valido telaio e aveva anche lei un buon figlio presentato a questo campionato in classe juniores, abbastanza da consentirle qualche passettino avanti rispetto al V10 assegnatole. Bella e un po' penalizzata anche la siciliana Desy di Valguarnera,
Desy di Valguarnera
figlia di Roy Terrae Lupiae (e qui sottoscrivo Giangreco quando dice che, pur con alcuni difetti, Roy poteva essere un cane utilizzabile dall'allevamento italiano assai più di altri. A questo campionato 4 figli presentati in classe lavoro, tutti validi). Contrariamente a quanto avrebbero potuto pensare i più maligni, l'unica Casa Ines della classe, Aidin, tra l'altro accreditata di un ottimo 5-4 nella prova caratteriale e di proprietà di un carissimo amico del giudice, non ottiene alcun considerevole vantaggio dall'essere giudicata dal suo allevatore.
Io resto una tifosa, nonostante una pigmentazione non ottimale, di Debby del Gupo
Debby del Gupo
(presentatasi però a questo appuntamento non in ideali condizioni) . Volendo poi ragionare da allevatore (tradotto: me la porterei a casa per una cucciolata), ho trovato un po' sacrificata Wuillà Villa dei Cedri (anche lei prodotto tutto italiano e “self made”).

Nella prossima puntata: L'allevamento italiano. La “verifica zootecnica” dei gruppi di riproduzione.


4 ottobre 2012. Sono circa 15 giorni che scrivo e rileggo alcuni appunti presi al Campionato SAS 2012 per farne degli articoli. Alla fine nessuna delle cose che scrivo riesce a convincermi a pieno. Credo che sia perchè, alla fine, sto maturando un certo distacco da un'ambiente che amo ma in cui non riesco davvero più a riconoscermi. Ho pertanto deciso di scrivere un articolo di "impressioni" sparse, a puntate, dedicando tre servizi a tre situazioni per me positive: la passione vera per il proprio cane dei due proprietari dei peloni presentati a questo Campionato (lo trovate già online a questo link), i giovani conduttori (che spero non si arrabbieranno per la piccola "sorpresa" che sto preparando) e le donne a questo Campionato che stanno, senza se e senza ma (direbbe Bardi ;-) ) davvero crescendo.

Per quanto riguarda le "impressioni" comincerei da qualcosa di apparentemente marginale:
Lunedì, 17 settembre, ore 8.00. Mi dispiace di non averlo fotografato ma lo scempio lasciato nei parcheggi dagli espositori meritava una foto. Per chi, come la sottoscritta, è abituata a mettersi in borsa la bottiglietta di plastica dell'acqua se non trova un contenitore per buttarla e che gira con i sacchettini raccogli cacche dei cani anche quando i cani non li ha con sè, vedere lo stato in cui erano i dintorni dello stadio di Bagnolo ha fatto davvero tristezza. Dispiace, l'inciviltà è sempre un brutto segnale.

A proposito di parcheggi, visti anche quest'anno i soliti favoritismi riservati agli espositori stranieri (e anche agli amici italiani degli espositori stranieri). Capisco che avere i primi classificati al campionato del mondo sia prestigioso, ma trattare i proprietari dei cani blasonati come espositori di serie A, contro i “normali” espositori non è per nulla corretto. Chiunque presenti il proprio cane al Campionato, si tratti del Sieger come del cagnetto del privato bagnolese, merita uguale rispetto e uguale trattamento.

Complimenti all'organizzazione che quest'anno, aiutata anche da un tempo splendido, ha limato gli errori organizzativi degli anni precedenti. Spostare il tendone per il ristoro è stata, ad esempio, un'ottima mossa. Anche la cena sociale, di solito problematica anche per i migliori, è stata decorosa (età media dei camerieri ….70 anni...ma va bene così...) allietata da Titta Faccin e sua figlia Laura con spettacolo di musica e imitazioni di personaggi famosi Anchorman della serata l'inesauribile Salvatore Furfaro. (Per inciso, Titta era già alla cena sociale di Lignano e lui e la figlia sono dei soci SAS...lo scrivo perchè molti dei miei vicini di tavolo pensavano fossero intrattenitori assunti per l'occasione...invece anche loro fanno parte di quell'inesauribile bagaglio di risorse umane, spesso inutilizzato, che sono i soci della Società Amatori Schaeferhunde).

E' stato indubbiamente un bel campionato, con ampia partecipazione e che ha dimostrato la voglia di esserci dei soci, a dispetto dei sacrifici economici che, in questo periodo, sono ancora più pesanti che negli anni precedenti. Il presidente, già in un comunicato sul sito SAS scritto prima del campionato, aveva annunciato in tono trionfale i numeri delle iscrizioni, collegando in modo esplicito tali numeri al consenso nei confronti di questa gestione. Ha usato poi gli stessi toni trionfalistici (quelli che io chiamo, rubando da Valeria Rossi, CSB-CSB -ComeSiamoBelli-ComeSiamoBravi-) anche nell'introdurre la riunione tecnica. Personalmente credo abbia ragione. Il comportamento dei soci SAS dimostra che, a dispetto dell'aumento della quota sociale, della questione “magnifici 7”, del trattamento riservato ad alcune regioni (Friuli e Sardegna commissariate, Toscana con le prove annullate), degli aumenti (SAS e in contrasto con i tariffari ENCI) che hanno portato BH, Resistenza e IPO1 a costare 50 euro cadauno, delle prove di selezione giudicate ora con un metro ora con un altro, degli atteggiamenti arroganti dei potenti che sembrano poter disporre a loro piacimento della SAS...insomma, nonostante tutto questo, i soci applaudono, con convinzione, il loro presidente. E almeno si fanno vedere applaudire, non si sa mai. Musolino nella riunione tecnica appare quasi a proprio agio e va a braccio, senza l'aiuto dei soliti ghost writer che gli scrivono i testi, un po' come fece nella nostra intervista, con la differenza che lo spirito critico dei soci SAS (e dei giudici seduti al suo fianco) è pari a quello del popolo che applaude il Nerone di Petrolini. Ringrazia giustamente Beggiato e Gaudiano, ringrazia i soci presenti, ringrazia i colleghi giudici, in particolare la più applaudita dalla platea, Margit van Dorssen, che Musolino definisce "una sorella" e della quale sottolinea che si è saputa distinguere "in un ambiente mascolino" . Annuncia anche l' intenzione dell'acquisto di una nuova sede che "non sarà solo una sede ma qualcosa di più". Applausi convinti da parte del pubblico. Nella descrizione dei gruppi di riproduzione ricorda che non ha mai messo, nel primo gruppo di merito, un cane che non avesse già figli in classe lavoro. "Lo abbiamo fatto una sola volta" -dice, usando il solito pluralis maiestatis. Commento io a alta voce: "Sì, si trattava di Mardock della Valle del Lujo..e sapevate che era displasico (intervista docet)". Credo che ai soci non importi nulla... però sorrido, pensando all'involontario, e bellissimo, lapsus freudiano del presidente, quando, in più di un'occasione, nella foga di dimostrare la propria lungimiranza, afferma: "sono molto contento sia stata rispettata la prognosi dello scorso anno" ...eh già, proprio di prognosi bisogna parlare, visto il deplorevole stato di salute del nostro pastore tedesco. Sperando che non si tratti di prognosi infausta.

Nella prossima puntata: L'allevamento italiano e il famigerato "rispetto dei risultati".


 

Venerdì 14 settembre.News da Bagnolo.

La prima sorpresa per quanto riguarda gli attacchi è che il giudice delle adulte femmine non è, come da programma, Silvia Marocchi, ma Ezio Guerrino Roman. La Marocchi non è presente per "motivi personali" e la sostituzione è avvenuta all'ultimo minuto. Strano che, con il Responsabile di Addestramento presente già dal giovedì pomeriggio, il sostituto dell'ultima ora non sia stato lui ma il direttore Ezio Guerrino Roman.

Prove di difesa con i punteggi segnati, sin da subito, sui cartellini consegnati ai concorrenti a fine prova. Al microfono, il giudice dei maschi Domenico Carnicella si premura di dire nome del cane e punteggi, oltre naturalmente al giudizio di pronunciato, presente, insufficiente. Nelle femmine, invece, Ezio Guerrino Roman si limita al "numero di catalogo xxxx" pronunciato, presente, insufficiente, senza fare trapelare nulla dei punteggi. Nella media quest'anno gli attacchi delle femmine, di solito superiori, sono parsi inferiori a quelli dei maschi. Non altissime, a quanto ci è sembrato, le percentuali dei cani che hanno fallito la prova.
Uva del Rione Antico
Questi alcuni dei risultati delle prove di difesa (non sono completi e per alcuni mancano i punteggi):
Aidin di Casa Ines pronunciato
Yimmy di Poggio del Sole pronunciato 3-3
Conny di Poggio del Sole pronunciato
Lugher dell'Isola dei Baroni non esegue il lascia
Elina dell'Isola dei Baroni pronunciato
Una del Colle Guasco insufficiente
Grips Riedslurghi pronunciato 3-4
Sony dei Colli Storici pronunciato 3-4
Ron Framato Rolau pronunciato 3-3
Uwo dell'Alto Pino pronunciato 3-3
Chira Frutteto pronunciato
Iso di Ca' San Marco insufficiente
Rambo Zellwaldrand 3-3
Fulz di Zenevredo 3-4
Carlotta di Casa Beggiato pronuciato
Porto Gigelfensen insufficiente
Quana di Casa Beggiato pronunciato
Miss America de Los Madriles insufficiente
Ulula di Casa Beggiato pronunciato
Max di Cariddi presente
Vargo di Zenevredo 4-4 (ottimi i controlli)
Quan goldenen Strand 4-4 (controlli pessimi)
Litz di Valmadrera pronunciato (conduttore Piero Alquati)
Fedor dell'Alta Costa insufficiente
Demony du Val d'Anzin pronunciato
Jago della Selva Magna 5-5 (attacco che riscatta quello scarso dell'anno scorso ma che non è sembrato da massimo punteggio)
Barros Furstenau non esegue il lascia
Milly Villa dei Cedri pronunciato 5-5
Zerxis Osterberger Land 4-4
Fiamma di Val Sant'Anna insufficiente
Vasto Valle d'Itria 3-4
Carina di Casa Beggiato pronunciato
Paer Blue Iris 4-5
Ada della Valle del Seveso pronunciato
Paer Hasenborn 3-4
Bruxia Il Condor insufficiente
Mentos Osterberger Land 3-4
Pizzarro Bad Boll 3-4
Uva dei Lupi della Maddalena pronunciato
Atos insufficiente
Jolly Loosbroekerhaus pronunciato
Ussi dell'Alto Pino pronunciato
Asso Haus Cali presente 2-3
Zoe dell'Alpe Adria pronunciato
Tarus Terrae Lupiae pronunciato
Iliano Fichtenschlag 4-4
Quanto della Genia Osca insufficiente
Afra di Cariddi presente (peccato per il giovane conduttore...francamente un attacco da presente ma non troppo dissimile a quelli di altri soggetti classificati con il pronunciato da Roman)
Hilenia di Ca' San Marco pronunciato
Julia di Ca' San Marco pronunciato
Bine di Villa Andrei pronunciato
Uva del Rione Antico 5-5
Wuillà Villa dei Cedri 5-5
Uma della Valle d'Itria 4-5
Elys di Camporeale 4-5
Quendy dei Verdi Colli pronunciato (mi pare 4-4)
Monlow della Genia Osca pronunciato
Ron della Bocca del Vesuvio pronunciato
Zico delle Cinque Ville 4-5
Baxy di Ca' San Marco pronunciato
Falko pronunciato
Cochise di Casa Arcaro pronunciato
Idol dell'Antuba Sannita pronunciato
Rock del Catone pronunciato
King del Rione Antico 4-4
Renzo Holtkamper See pronunciato
Uwo dell'Alto Pino pronunciato
Vitor Casa Adamo 4-4
Wallaby Kapellenberg pronunciato
Zip di Ca' San Marco 4-4
Clint Bordetal 3-3
Kiwi di Casa Massarelli pronunciato
Kalia di Casa Massarelli pronunciato
Elly del Seprio pronunciato
Gerryval Ira pronunciato
Pares Blue Iris 4-4
Clark di Casa Lupo pronunciato
Afra del Seprio pronunciato
Vicky del Crinale dei Piceni pronunciato
Rania di Casa Beggiato pronunciato
Desy di Valguarnera pronunciato
Frida del Ceresio pronunciato
Frisbi di Ca' San Marco pronunciato

L'immagine della giornata di oggi, però, è sicuramente questa:
Luigi Mantellini
Luigi Mantellini (classe 1933) che conduce la sua Conny della Valle d'Itria 4 in cucciolone femmine